Atleticarieti.it

  • Aumenta dimensione caratteri
  • Dimensione caratteri predefinita
  • Diminuisci dimensione caratteri
Home

Onde,siccome, suole

E-mail Stampa PDF

Se ancora avessimo avuto dei dubbi o delle perplessità sull’attuale stato di salute della nostra atletica, beh gli uni e le altre ce li avrebbero disinvoltamente levati gli Assoluti meneghini della settimana passata. Un appuntamento quello che ci viene da sintetizzare con l’espressione “del patimento” (perdonateci il gallicismo).

A cominciare dalla poco felice scelta di data e d’impianto. Infatti non ci sembra che agosto sia proprio il periodo più opportuno per esprimersi al meglio in attività agonistiche, se poi si sceglie anche una città come Milano, dove l’afa e la calura sono di casa anche in estati miti , il conto è presto fatto. Senza dimenticare che la scelta in pieno esodo feriale, ha scoraggiato pure la presenza d’un pubblico appena decoroso (se si escludono parenti, atleti accompagnatori ed affini, all’ Arena eravamo in quattro gatti. Qui, come dirà qualcuno, siamo nel “tanto per parlare”, nell’anedottica da quattro soldi. Verissimo, il guaio però è che l’italica atletica, quella vera, quella che ci piace chiamare militante, sia ancor più disastrata della gloriosa quanto vetusta Arena, ormai solo più monumento di se stessa ed inadeguata per gli appuntamenti d’alto livello. Alla resa dei conti gli Assoluti di Milano non sono stati che l’ ultima, e nemmeno necessaria, dimostrazione di un trend negativo che continua peggiorare e di cui è difficile stabilirne la o le cause. Figuriamoci trovare un rimedio. I tanti dottori chiamati al capezzale della povera Atletica nostra ne hanno sparate di tutti i colori e per tutti i gusti. Ma in sostanza nulla è cambiato rispetto a schemi che purtroppo ben conosciamo e che hanno fatto a dir poco il proprio tempo. Si ha l’impressione che il mondo dell’atletica sia imbalsamato. I vertici federali, forse perché privi di idee innovative, oltre che di mezzi e di alleanze, danno a volte l’impressione di esser preoccupati a non agitare le acque e navigare a vista. Si è perso addirittura il gusto dello battaglia delle idee, e dello scambio (o scontro) dialettico che, si voglia o no, porta sempre da qualche parte a cominciare e soprattutto servirebbero nel caso ad arrivare al rinnovamento culturale indispensabile precursore di miglioramento sostanziale. Forse per volersi dimostrare seri e coerenti con la situazione sembrano aver pure perso il senso dell’ottimismo. Anche quello ad ogni costo, seppure un tantino di maniera, al quale disperatamente si deve fare ricorso quando le cose non vanno bene. Francamente sentire lo stesso Presidente affermare che sarebbe già un buon successo se a Berlino i nostri entrassero in qualche finale non ci sembra molto corroborante. Anche se non si è dimenticato di proporre un cero alla protettrice dell’ Atletica italiana: la povera Santa Marcia che a casa qualcosa lo porta sempre. Insomma, non possiamo dire di avere il vento in poppa e che per la nostra atletica le cose non vadano proprio alla grande è sufficentement testimoniato dalla stessa stampa specializzata che all’atletica dedica sempre meno spazio. Nei giorni degli Assoluti era più o meno identico a quello, tanto per fare esempi, del golf o beach wolley, sport altrettanto popolari. Un po’ meglio è andata con la TV che ai Campionati ha dedicato un intero pomeriggio: quello del lunedì.

Giors

 

Ultimo aggiornamento Domenica 09 Agosto 2009 10:17